Madonna con il Bambino

ANTONIO DEL MASSARO DA VITERBO detto IL PASTURA
(Umbria/Lazio, documentato dal 1478 al 1513)
Madonna con il Bambino
Olio su tavola ovale
29 x 23 cm

Il dipinto è in buono stato di leggibilità e raffigura Maria col Bambino al centro della composizionecontro un ameno sfondato paesaggistico, delimitato sulla destra da un castelloposto sulle rive di un corso d’acqua percorso da una barca; la veduta che si estende a perdita
d’occhio è utile a far risaltare efficacemente le fisionomie dei due personaggi divini, effigiatiin primo piano ed intenti in una sorta di affettuoso e intimo “colloquio silente”: Gesù bambino gioca infatti teneramente con i nastri di seta del velo materno, mentre è tenuto saldamente tra le braccia della Madre che socchiude le sue labbra in un lieve accenno di sorriso. Si tratta dunque di una tenera composizione che rielabora in un’accattivante trasposizione pittorica un modello arcaico assai diffuso e, ispirato ad un garbato “umanesimo cristiano”, adattato di volta in volta alle diverse esigenze del culto. Intorno agli elementi di stile manifesti nell’analisi di questa tavola, essi sono quelli ispirati alle composizioni più significative uscite dalle migliori botteghe artistiche dell’Italia centrale nel corso degli ultimi decenni della rinascenza: si tratta pertanto di una composizione garbata e piacevole realizzata da un pittore attivo negli anni di trapasso tra il XV ed il XVI secolo, in cui si evidenzia una cultura figurativa con palesi ascendenze toscane, evidenziando rapporti diretti con la pittura ricca, pastosa e formalmente corretta di Pietro Vannucci, meglio noto come Perugino. Le sagome aggraziate delle due figure fanno pensare poi all’opera di un pittore erudito che ebbe modo di esercitarsi sui dipinti di Bernardino di Betto detto Pinturicchio,
Pier Matteo d’Amelia (alias Maestro dell’Annunciazione Gardner) e Luca Signorelli. Per tali ragioni si può ricollegare la tavola ovale in esame ad Antonio del Massaro da Viterbo detto il Pastura (documentato dal 1478 al 1513), attivo fra Umbria e Lazio negli anni a cavallo tra Quattro e Cinquecento. Dopo un probabile alunnato presso la bottega del citato Pier Matteo d’Amelia, il Pastura diventò uno dei più singolari epigoni romani del Perugino, fu poi membro della potente corporazione dei pittori dedicata a S.Luca e attivo con incarichi di prestigio presso la corte pontificia dell’ambizioso e potente papa spagnolo Rodrigo Borgia (padre di Cesare detto il Valentino e di Lucrezia Borgia), salito al soglio pontificio col nome di Alessandro VI: infatti nei Palazzi Vaticani il Pastura collaborò con Pinturicchio alle sfarzose decorazioni dell’appartamento Borgia. Per avere conferma della proposta avanzata sarà utile confrontare questa Madonna con il Bambino con altre opere del Pastura, come ad esempio l’Allegoria della Musica, affrescata nel ricordato appartamento Borgia in Vaticano, e i due dipinti su tavola con la Madonna col Bambino in una mandorla di cherubini e due
angeli (Tuscania, chiesa di S.Maria del Riposo) e la Madonna col Bambino (già Lugano, collezione Bruno Scardeoni). In tali dipinti, come nella nostra composizione, affiora la dolce umanità dei personaggi raffigurati ottenuta con colori ben accordati, un panneggiare ampio e flessuoso ed equilibrati giochi di luce: caratteri tipici delle opere migliori eseguite dal maestro negli anni della sua più creativa maturità artistica.